Film Documentario
Produzione: Bacano
Idea: Hervé Barmasse
Partner: Maratona dles Dolomites – Enel
Anno: 2024/2025
Durata: 55 minuti
Servizi: Direzione creativa, sviluppo narrativo, produzione video, regia, post-produzione, sound design, VFX.
L’IDEA
L’idea nasce da Hervé Barmasse: unire in un unico tracciato tutti i passi iconici affrontati nelle diverse edizioni della Maratona dles Dolomites. Un percorso nuovo, complicato ricco di bellezza ma anche di insidie.
285 km, 8.500 metri di dislivello, 13 passi dolomitici. Un’impresa lunga, dura, simbolica: la Supermaratona.
Bacano ha trasformato questa impresa in qualcosa di più: un film documentario.
Un racconto che va oltre il ciclismo. Un viaggio personale e universale.

CONCEPT CREATIVO
Il concept creativo si basa su un ribaltamento semplice: non è la gara a essere al centro, ma l’uomo.
Hervé Barmasse, alpinista ed esploratore, affronta la Supermaratona non per vincere una sfida, ma per comprendere meglio se stesso.
Non c’è competizione. Non c’è cronometro. Solo salite, silenzio, paesaggio e respiro.
Il documentario è costruito come un cammino di trasformazione. Il percorso si fa metafora. L’impresa si fa riflessione. La fatica diventa occasione per guardarsi dentro.

SINOSSI
Nel cuore delle Dolomiti, tra paesaggi maestosi e salite leggendarie, Hervé Barmasse si misura per la prima volta con la Supermaratona: 285 km, 8.500 metri di dislivello, 13 passi iconici affrontati nelle varie edizioni della Maratona Dles Dolomites. Un viaggio stupendo ma allo stesso tempo impegnativo che si trasforma in un’esplorazione profonda del rapporto tra uomo e natura, fatica e passione, tradizione e scoperta.
Per Barmasse, alpinista e esploratore, la montagna non è mai stata una gara contro gli altri, ma una sfida personale. Con lo stesso spirito affronta la Supermaratona: non per vincere, ma per comprendere. Attraverso la fatica, il silenzio e l’immensità delle Dolomiti, il percorso diventa un’occasione per riflettere su ciò che conta davvero, su chi siamo quando tutto si riduce all’essenziale.
Perché la vera meta non è l’arrivo, ma la trasformazione che avviene lungo la strada.


